Policy paper in tema di Area vasta


Mercoledì 24 maggio il Grattacielo Pirelli ha ospitato la presentazione di un policy paper in tema di Area Vasta, frutto di un anno di lavoro del gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pavia, in collaborazione con l’Istituto superiore per la ricerca, la statistica e la formazione Éupolis Lombardia. Le cento pagine del documento, corredate da corposi allegati normativi e cartografici, assolvono a un duplice obiettivo. Primariamente viene delineato il quadro della situazione circa l’attuale assetto degli enti locali nel peculiare contesto lombardo e secondariamente vengono fornite indicazioni di policy da sottoporre all’attenzione del Consiglio regionale sulle tematiche del riordino degli enti locali e in particolar modo delle province. L’approccio metodologico è marcatamente multidisciplinare ed è espressione delle competenze eterogenee del gruppo di ricerca dell’Ateneo pavese, composto da Giovanni Cordini, Francesco Ciro Rampulla, Franco Osculati, Andrea Zatti, Alessandro Venturi, Giuseppe Carlo Ricciardi, Marco Pompilio e Luca Drisaldi.

Il tavolo dei relatori, da sx a dx Salvatore Carlo Malvezzi, Raffaele Cattaneo, Filippo Bongiovanni, Alessandro Venturi

Una parte rilevante dell’elaborato riguarda gli aspetti finanziari degli enti di Area vasta. La situazione non è positiva e tende ad aggravarsi, per causa anche dei contenuti della legge di bilancio 2017. Occorre quindi voltare pagina, assegnando agli enti intermedi delle fonti di finanziamento stabili e prevedibili. Attualmente l’autonomia di entrata delle Aree vaste è data in gran parte dai proventi di RC auto e di IPT, tuttavia una parte rilevante di questi introiti viene trasferita allo Stato centrale. In questo contesto, le funzioni erogate risentono negativamente anche del ridimensionamento, pari al 50%, degli organici delle vecchie province, che corrono così il rischio di diventare degli enti necessari ma inutili. Necessari perché comunque sono chiamate a svolgere importanti funzioni (es: trasporti e scuole), inutili perché fortemente minate nella loro efficacia funzionale dalle risorse finanziarie insufficienti.
Un altro tema centrale oggetto di studio è relativo ai confini e al numero di Aree vaste lombarde, che attualmente si esplicitano in undici province, più la Città metropolitana di Milano. Tuttavia si può ripensare queste Aree vaste facendo ricorso a istituti associazionistici che aggreghino sul piano delle funzioni amministrative piuttosto che su quello strutturale dei confini territoriali. A riguardo, la proposta più innovativa è quella di predisporre delle forme di raccordo tra Aree vaste che si declinano in tavoli di lavoro orizzontali (a livello paritetico tra province) e tavoli verticali (comprendenti i vari soggetti operanti all’interno delle singole province).

Un focus interessante è poi dedicato al ruolo della Città metropolitana milanese, che gioca un importante effetto traino sui territori circostanti. Gli influssi milanesi si espandono anche oltre i meri confini amministrativi della Città metropolitana, tuttavia non sarebbe opportuno ampliare oltremodo questi confini. Si potrebbero invece sperimentare forme di governance innovative includenti i comuni delle polarità urbane esterne alla città, definendo di volta in volta regole di cooperazione più o meno stringenti su vari ambiti d’azione.

Infine, notevole attenzione viene riservata al tema delle zone omogenee, le quali non si qualificano come un vero e proprio ente, bensì come una sorta di livello organizzativo ottimale per l’erogazione di determinati servizi e l’implementazione di politiche. Ad oggi, in Lombardia, le zone omogenee sono attive solamente nella Città metropolitana di Milano, ma possono rappresentare un valido punto d’incontro tra strategie regionali e sovracomunali, e l’aggregazione e ottimizzazione dei servizi locali di prossimità.

Su tutti questi temi il policy paper, presentato ieri presso la II Commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale lombardo, alla presenza del presidente della Commissione Salvatore Carlo Malvezzi, del presidente del Consiglio Raffaele Cattaneo e del Direttore generale di Éupolis Filippo Bongiovanni, ha fornito approfonditi spunti di riflessione e possibili vie d’azione, che saranno tenute in considerazione nell’attività legislativa e regolatoria del Consiglio al fine di costruire un assetto territoriale del governo locale maggiormente rispondente alle sfide che i tempi impongono.

Paolo M. Micheli @Paolo_Micheli

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