Do ut des


Ho letto un articolo de Il Periodico News, intitolato Alto Oltrepo: soldi distribuiti con lo “spandi concime”… e non posso che condividere la critica rivolta ad un intero sistema politico, economico, sociale territoriale. Questo articolo mi ha fatto ricordare quello che scrissi nel 2014 sul blog, incentrato sul sistema inefficiente e “sprecone” delle Comunità, Unioni e vari Enti oltrepadani in merito alla tutela del (loro) territorio.

Se da un lato, Il Periodico News, evidenzia un debolezza nella rappresentanza politica locale per aver insistito, nel classico periodo delle “vacche grasse”, nell’offrire un posto pubblico a molti, forse a troppi e d’impostare campagne elettorali per farsi rieleggere a suon di slogan e promesse: sono stati quelli gli anni di “una pensione non si nega a nessuno” o dell’ indennità di accompagnamento a pioggia per un parente magari avanti con gli anni ma con ancora una salute invidiabile, per non parlare delle varie pensioni d’invalidità concesse con troppa facilità e un po’ a tutti”; dall’altro, la mia riflessione enfatizzava la colpa di tutta quella galassia di quei soggetti locati associativi (e non solo) che, compiacenti, hanno pervaso e condiviso quel malcostume politico ed amministrativo, al solo fine di elemosinare soldi (pubblici) per i loro bilanci, probabilmente per finanziare le loro sagre.

Come scrissi nel mio sopracitato articolo, gli scopi di queste Comunità ed Unioni sono mestamente ignorati e disattesi. Promuovere la crescita sociale e civile delle popolazioni? Difendere l’ambiente ed agire per la difesa del suolo? Attuare l’assetto del territorio, nel quadro di un razionale sviluppo sociale? Tutelare il paesaggio, il patrimonio naturale, storico, artistico e culturale? Operare per lo sviluppo economico e per il superamento degli squilibri esistenti? Promuovere il progresso della cultura? Direi che il bilancio della loro azione è nettamente fallimentare.

Pertanto, la colpa è condivisa e diffusa nel territorio, do ut des.

Per evitare di continuare a piangersi addosso, di rimarcare con aria contrita del declino oltrepadano, di far finta che siamo bravi ecc., oltre quello che abbiamo ribadito in altre occasioni, se questi soggetti volessero seriamente contribuire alla valorizzazione e sviluppo del territorio, sarebbe auspicabile prima di tutto fare un passo indietro, riorganizzandole in un unico soggetto di riferimento, per evitare troppi individualismi e dispersione di energie finanziarie. La politica ed i rappresentanti locali dovrebbero favorire e promuovere lo snellimento delle pratiche burocratiche ed il coinvolgimento di  soggetti esperti Privati in grado di co-finanziare e gestire progetti reali e sostanziali. Un do ut des, questa volta, più opportuno: dare un vero impegno, per avere una reale e basilare supporto. Basta volerlo, seriamente.

Paolo M. Micheli @Paolo_Micheli

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