Zuppa alla pavese


Nasce il nuovo Pavia Calcio. Con regolare atto notarile, presso gli uffici del Notaio Antonio Trotta come riportano le cronache, venerdì 22 luglio 2016 segna la (ri)nascita della società dilettantistica Football Club Pavia 1911.
La squadra ha il volto poco ammaliante del Sindaco Massimo Depaoli (non me ne voglia, sig. Sindaco) al quale va doverosamente riconosciuto di aver garantito di tasca propria un quarto del capitale sociale di 10.000 euro.  Il CdA sarà composto dallo stesso Sindaco, dall’Assessore allo Sport Davide Lazzari e dal Presidente del Consiglio Comunale Antonio Sacchi.  Il primo obiettivo sarà quello di “intercettare gli interessi di qualche cordata pronta a creare una nuova società per l’iscrizione ad un campionato, in Serie D o, quantomeno, in Eccellenza”. Intercettare qualche cordata non rappresenta un programma societario di un certo spessore, quando sento la parola “cordata” ho sempre l’impressione si tratti di una soluzione tappabuchi e dai risultati  incerti. Ma tant’è… nel bene o nel male, volenti o nolenti, l’Amministrazione ci ha messo la faccia e pure qualche soldino. Tutto bene? Si riparte? Non si può mai sapere cosa ci può serbare il futuro (il destino), di primo acchito direi che tutto è andato benino ma non benissimo.
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Non voglio vestire i panni del solito piantagrane, di quello che continua a criticare, al quale non gli va bene nulla… Come ho già ribadito nel mio precedente articolo, non sono un tifoso sfegatato ed appassionato e, sinceramente, al di là dell’umano dispiacere per le vicende della squadra, tutto ciò poco m’importa. Tuttavia, mi preme fare una riflessione .
E penso al Parma Calcio 1913, la società sportiva dilettantistica risorta dalle ceneri della gloriosa squadra che ha vinto ed ha avuto il merito di lanciare importanti carriere di giocatori ed allenatori.
Nonostante il triste epilogo della Società non è venuto meno l’affetto dei tifosi e della città per i colori della maglia. Durante l’estate del 2015, alcuni imprenditori e “vecchie glorie” parmensi hanno sostenuto la creazione della società Parma Calcio 1913, iscrivendola al campionato Dilettanti. Contestualmente, è partita una campagna di comunicazione virale, che ha portato a raccogliere tra i tifosi circa il 40% del capitale sociale, sul modello di “azionariato popolare delle squadre tedesche”.
Comprendo bene che Pavia non è Parma (non molti anni addietro, erano avversarie in campionati di Serie C). Ciò nonostante, mi chiedo per quale motivo a Pavia non sia partita una campagna “fedeltà” dai tifosi e da tutti i simpatizzanti ed amanti del calcio cittadino riproponendo, nelle dovute proporzioni, lo stesso modello di Parma.
Ci si poteva aspettare da Pavia uno scatto d’orgoglio, una reazione più sentita e concreta nel mare di disperazione e rassegnazione del “popolo azzurro”?
Immagine tratta da www.noimedianetwork.it
Non biasimo l’intervento del Sindaco Depaoli & Co. ma ho l’impressione, a mio modestissimo parere, che questa sia solo una reazione che non possa garantire un futuro duraturo e solido all’ambiente ed al sistema Pavia-Calcio.
Siamo quindi alla ricerca di un progetto serio e sostenibile, di imprenditori, di idee e di passione concreta. Può sembrare una provocazione ma… perché non approfittare dello StartUp Weekend di fine Ottobre che si svolgerà proprio a Pavia, per proporre un’idea innovativa per una startup sportiva?
Paolo M. Micheli @Paolo_Micheli
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