La reputazione oltrepadana


Da sempre ci basiamo su dati oggettivi e documentati ed è con grande riconoscenza che ringraziamo la Fondazione Bussolera Branca che ha promosso l’indagine di Demoskopea “Oltrepo Pavese: studio sulla reputazione enoica” – Settembre 2015. In questi giorni abbiamo avuto modo di visionare le slide che riassumono il Rapporto che traccia, in maniera scientifica ed oggettiva, i contorni di un Oltrepo che seguiamo con un particolare occhio di riguardo. Confidiamo che questo interessante documento possa diventare il fondamento teorico per tracciare una road map per il rilancio del territorio oltepadano, e che possa fungere anche da traino per tutta la Provincia di Pavia.

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Nell’invitarvi a leggere le slides del Rapporto, mi soffermo su 3 punti sostanziali:

  1. L’Oltrepo ha un’offerta di vini troppo articolata;
  2. Troppi attori sia in termini di operatori che di organismi di rappresentanza e tutela;
  3. Una viticoltura troppo assistita e poco imprenditoriale.

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In pratica, quello che vi diciamo in questo blog da 2 anni a questa parte… riconoscendo, doverosamente, che Demoskopea lo fa decisamente meglio (per loro è un lavoro, per noi una passione).

Questa situazione incide negativamente anche sulla reputazione del sistema Oltrepo anche in casa nostra: nel Rapporto, infatti, si mette in evidenza che in quasi tutti i bar del territorio non si offrono prodotti nostrani; per gli aperitivi, ad esempio, si serve il Prosecco! Importante, nell’introduzione, la conferma delle nostre osservazioni circa la criticità del sistema di collegamenti stradali non adeguatamente sviluppati che, di fatto, escludono un territorio (non solo l’Oltrepo ma buonissima parte di tutta la Provincia), geograficamente e strategicamente incuneato nel Nord dell’Italia.

L’aspetto più importante di tutta la ricerca è la definizione di una strategia di rilancio in pochi e precisi punti.

1Esportazione (Pag. 30): si devono trovare mercati diversi per il nostro prodotto piuttosto che svenderlo in Italia e sfuso. Elaborare un nuovo strumento di marketing territoriale e enologico basato più sui numeri, dati oggettivi e statistiche e meno su sensazioni (vedasi anche Punto 7). Lo abbiamo espresso più volte, in altri articoli nel blog (seguite sul blog i Tag: Oltrepo, vino). 2Brandizzare (Pag. 33): il vino non deve essere solo buono, lo si deve comunicare anche con l’etichetta e la “Marca”. 3Semplificare il portafoglio (Pag. 36): puntare tutto sul Pinot (lo dice Demoskopea ) o sul Buttafuoco (NoiseFromPavia) per avere un prodotto di punta individuabile e che faccia da traino.

4Coordinare le Rappresentanze d’Interessi (Pag. 40): magari facendone una sola… (leggi qui). 5. Multicanalità (pag. 42): Supermercati questi sconosciuti (leggi qui). 6. Indirizzare la Politica (Pag. 45): una speranza che al momento non sembra essere ben riposta… 7Contrastare l’Autoreferenzialità (Pag. 48): ovvero, basta pantomime su quanto siamo bravi e quanto siamo belli! La realtà è nei numeri. (leggi qui). 8Incoming (Pag. 53)Quella roba strana che si chiama ospitalità… (leggi qui) e la necessità di investire nelle infrastrutture e nella viabilità (leggi qui, qui e qui). 9. Basta Oltrepo come eterna promessa (Pag. 88): lo diciamo da sempre…

Claudio Nonna @ClaudioNonna

Paolo M. Micheli @Paolo_Micheli

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