La grande fuga dagli Asili Nido comunali di Voghera


Leggiamo da La Provincia Pavese di domenica 8 maggio che gli asili nidi comunali di Voghera perdono iscritti. Nell’articolo si legge che questo calo è dovuto alla contrazione del lavoro femminile che porta le donne a tenere a casa i figli ed altre banalità del genere.

Facciamo, invece, un’analisi sul servizio di asili nido del Comune di Voghera:

  • Due edifici dedicati di proprietà comunale;
  • Capienza massima 90 bambini;
  • Personale docente e non (dovrebbero essere 10 addetti complessivamente);
  • Costo complessivo annuo 871.348,00 €;
  • Ricavi per la prestazione di servizi 150.000 €(dovrebbero essere occupati i 2/3 dei posti nel 2016);
  • Deficit previsto 651.348,00 €.

Numeri tratti dal bilancio di previsione del Comune di Voghera per il 2015.

Asilo nido comunale "Pombio" di Via Grieco, 1
Asilo nido comunale “Pombio” di Via Grieco, 1 (Google Street View)

Ricordo che lo scorso anno il Comune di Voghera ha aumentato l’addizionale comunale Irpef per circa 1.100.000 €. Quindi, metà dell’aumento dell’Irpef è assorbito dal servizio di asili nido (se siete interessati  pubblicheremo nei prossimi giorni dove è finito l’altro 50%…). Ora, prendetela un po’ da dove volete ma è evidente che c’è un problema.

Nell’articolo si parla di un’analoga contrazione in tutti i Comuni del nord Italia, ma è evidente che è decisamente cambiato il contesto di mercato:

  • Si sono moltiplicati i players (ovvero gli attori) con l’ingresso prepotente di operatori privati;
  • Sono cambiati gli utenti poiché le famiglie che usufruiscono del servizio sono di reddito medio alto (lavorando entrambe i genitori passano tranquillamente i 40.000 € all’anno).

Pertanto, le ragioni che hanno portato a sviluppare i nidi pubblici se non sono venute meno sono decisamente più articolate e complesse. Premetto che entrambi  i miei figli sono andati in uno dei due nidi comunali, e mi domando: possiamo continuare ad offrire questo servizio nel Comune di Voghera?

La mia risposta è no. Se il Comune concedesse un contributo agli attuali fruitori del servizio per iscrivere il proprio o i propri figli in una struttura privata, ce la caveremmo con circa 150.000 € (praticamente raddoppiamo la disponibilità economica delle famiglie clienti, vedi punto sopra riportato).

E il personale delle due strutture? Previsto anche questo. Trasformiamo i due nidi in due società a responsabilità limitata e le offriamo in vendita con prelazione ai lavoratori. Si possono studiare affitti calmierati degli immobili per un congruo periodo di tempo e si sosterrebbe il fatturato degli stessi con i contributi concessi agli attuali utenti. Qualora il personale non volessero acquisire le due società si potrebbero vendere direttamente ai competitors, previe idonee garanzie di tutela dei posti di lavoro.

Attendo i vostri commenti.

Claudio Nonna @ClaudioNonna

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Continuo a chiedermi perché se nell’azienda privata in cui lavoro io cala il fatturato mi possono lasciare a casa, mentre gli statali devono sempre e comunque mantenere il posto di lavoro

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