Cercasi uscita d’emergenza


Il titolo non vuole rappresentare un tentativo di fuga da una emergenza ma una chiara richiesta a trovare una soluzione all’emergenza che sta pesando sempre di più nell’economia che sta affrontando la nostra Provincia di Pavia: la viabilità. Abbiamo più volte affrontato questo tema nelle nostre pagine del blog cercando di creare il dibattito costruttivo, offrendo idee (articolo 1, articolo 2, articolo 3). Nelle ultime setimane, questo argomento sembra essere ritornato alla ribalta con tutta la sua gravità, ancor più scottante e complesso a causa del ritardo nel trovare una soluzione o un programma di fattibilità.

Parliamo della notizia che riguarda le perquisizione svolte presso alcuni uffici dell’Amministrazione provinciale da parte della squadra mobile, nell’ambito delle indagini su lavori ed interventi di manutenzione del Ponte della Becca, eseguiti col criterio della somma urgenza (da “La Provincia Pavese” del 18 gennaio scorso). Non entriamo nel merito delle accuse, saranno le indagini a far luce e trovare la verità dei fatti. Ciò nonostante, non possiamo che constatare quante difficoltà, di ogni tipo, ruotino attorno ad un celebre ponte, fondamentale per i collegamenti con l’Oltrepo.

I costi, ma soprattutto l’efficacia e la resa degli interventi eseguiti per tamponare le emergenze (11 mln di Euro stanziati in 5 anni per un totale di 10 cantieri aperti), fanno davvero riflettere se pensiamo a quanto potrebbe costare (ed in quanto tempo si potrebbe ammortizzerne il costo) per un nuovo ponte moderno ed attrezzato, come dichiarato dal Professor Stefano Denicolai, docente del Dipartimento di scienze economiche e aziendali dell’Università di Pavia: “facendo un “conto della serva”, se il prodotto interno lordo della Provincia di Pavia vale 25 miliardi di euro e il ponte dovesse costare 50 milioni, è ragionevole pensare che in 10 anni la spesa verrebbe ammortizzata. Ma il problema è un altro. Non si tratta di costi. Quella è un’opera che va realizzata a prescindere dalle cifre, perchè non è possibile che una delle due principali direttrici tra Oltrepo e Pavese sia chiusa ai mezzi pesanti” (da “La Provincia Pavese” del 20 Gennaio).

E’ chiaro che la vicenda dei 4 indagati (tra direttore dei lavori e funzionari della Provincia di Pavia), non aiutano certo ad affrontare serenamente il problema.

E’ sufficiente allontanarsi di qualche decina di chilometri per riscontrare altri disagi, altre difficoltà  con il Raccordo autostradale Pavia-Bereguardo della Società Milano-Serravalle. La cronaca racconta che i lavori di adeguamento sono in notevole ritardo (un’opera da 25 milioni di Euro, iniziata nel novembre 2013 che si sarebbe dovuta concludere nel giro dei 36 mesi), sta esasperato i pendolari costretti a viaggiare su quel tratto di soli 9 Km, in condizioni poco sicure data anche la mancanza di una corsia di emergenza. Strette non sono solo le corsie ma anche i margini di manovra della burocrazia e dei cordoni della borsa dei finanziamenti pubblici che rallentano, se non addirittura, bloccano in corso d’opera, lavori fondamentali di ogni tipo di infrastruttura viaria.

Investire in infrastrutture viarie significa anche investire in sicurezza

Ed arriviamo alla madre di tutte le battaglie, il tira e molla per l’opera infrastrutturale più importante della Provincia di Pavia, l’Autostrada Broni-Mortara. “Il tempo è tiranno” si dice, ed in tutto questo svolgere di mesi e di anni, il progetto si incaglia su corsi e ricorsi, e tarda a trovare un punto di convergenza. Lungi da me rilanciare l’unica opera pubblica di un certo respiro prevista (e non realizzata per miopia politica e resistenze di minoranze molto ben organizzate) nella nostra Provincia che, ricordo, vanta già una indegna settantesima posizione nella classifica sulla qualità della vita pubblicata dal Sole 24 Ore (anche se il mancato investimento non è imputabile alla mancanza di volontà di migliorare la propria posizione in classifica bensì alla difesa ad oltranza “dell’invidiabilissima” novantacinquesima posizione nella classifica dell’iniziativa economica…).

Cosa fare dunque? Noi di Noise From Pavia non possiamo pretendere di risolvere il problema, consigliare un progetto. Il nostro scopo è quello di diffondere un pensiero.

Proviamo a spostare il fulcro del ragionamento: dalla gestione dell’emergenza alla programmazione.
Possiamo pensare di attuare il piano traffico provinciale per il prossimo decennio? Proviamo a programmare la viabilità prendendo in seria considerazione IL fattore ambientale estremamente significativo, ovvero la presenza di un fiume, il Po, che taglia in due la Provincia.
E’ inevitabile e doveroso rendersi conto che tutti i progetti di sviluppo agricolo, commerciale e soprattutto turistico dell’Oltrepo, potranno essere sviluppati solo passano da una rete viaria che favorisca il collegamento con Milano.
Claudio Nonna @ClaudioNonna
Paolo M. Micheli @Paolo_Micheli
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