Industria 4.0, la rivoluzione industriale delle idee


Ogni secolo ha la sua rivoluzione (spesso, anche più d’una). Tuttavia se andiamo a consideriamo l’aspetto tecnologico e del progresso dell’uomo, possiamo anche solo riflettere su quelle dinamiche e quei processi che hanno portato l’intelletto umano alla rivoluzione industriale, caposaldo fondamentale di tutta la civiltà che ne è seguita. La prima rivoluzione industriale è collocabile alla fine del ‘700 ed è spinta dalla forza e dall’energia del vapore; la seconda, alla fine dell’800, lavora con la potenza dell’elettricità; la terza, infine, verso la fine del ‘900, compie un grande salto con l’ingresso dell’automazione e dell’IT all’interno delle fabbriche e dei processi produttivi. Oggi siamo testimoni e protagonisti della nuova rivoluzione chiamata Industria 4.0. Se ne è parlato lunedì 18 presso la sala conferenze “Enrico Magenes” del Collegio Universitario S. Caterina da Siena, a Pavia nell’incontro intitolato “Industria 4.0: a che punto è l’Italia?”

image-e1453287103365

All’incontro ha partecipato la deputata Chiara Scuvera (ex studentessa del Collegio), il Prof. di Innovation Management presso l’Università di Pavia Stefano Denicolai ed il direttore del Technology Transfer presso Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova l’Ing. Salvatore Majorana.

Cosa significa il termine Industria 4.0? Non esiste una definizione univoca e, per certi versi per ciò che essa rappresenta, riduttiva. Di certo è un nuovo modo di approcciare l’idea di impresa con nuovi modelli di business attraverso una correlazione biunivoca con l’innovazione tecnologica. Il futuro (per alcune realtà, già il presente) è caratterizzato dalla condivisione e sinergia all’interno del sistema “Fabbrica”, sempre più interconnesso alle macchine, che prevede l’uso di materiali smart. L’interconnessione come veicolo per la raccolta ed analisi di big data, per la creazione di modelli, gestione dei flussi e controllo della produzione e del prodotto, comunicazione attraverso smart grids, ma anche la possibilità di creare figure professionali altamente specializzate.

L’On. Scuvera ha brevemente elencato le attività politiche in corso in questo settore, con la speranza di recuperare il ritardo che l’infrastruttura dell’Italia ha accumulato in questi pochi anni.
Anche l’Università di Pavia sta lavorando in questa direzione per formare laureati e professionisti sempre più attuali alla realtà dei prossimi anni ed al mondo del lavoro del futuro. Come pure, in qualche misura, il territorio con le sue imprese ed industrie che cercano, nonostante le difficoltà, di evolversi. Un panorama locale racchiuso nel progetto Pavia2020, sviluppato e gestito in collaborazione con Confindustria Pavia, la Camera di Commercio ed Università (altri dettagli anche nel nostro articolo). Come ha citato il Prof. Denicolai, l’Università di Pavia sotto la direzione del Magnifico Rettore, sta pianificando una revisione dei progetti di ricerca dei vari Dipartimenti, individuando temi strategici che avranno la priorità nell’attività di ricerca dell’Ateneo. Tra questi c’è il 3D printing, un settore che sta crescendo a ritmi sostenuti e che copre svariati settori. Questo è solo un mattone di quello che è Industria 4.0 ma le grandi potenzialità, la possibilità di immaginare e di costruire in modo migliore non solo oggetti preesistenti ma tutto ciò che ci serve (da un pezzo di ricambio in produzione, ad un articolo o gadget), rende il settore della stampa 3D emblematico: “Non è solo una rivoluzione tecnologica, non dobbiamo essere riduttivi. E’ una rivoluzione di proposizione di modelli di business”.

File 20-01-16, 23 55 14
Prof. Denicolai (a sx), On. Chiara Scuvera (al centro), Ing. Salvatore Majorana (a dx).

L’Ing Majorana ha mostrato l’attività dell’IIT, un grande centro di ricerca multi-sito che opera secondo un vero e proprio piano industriale scientifico orientato su scienze dei materiali, robotica e neuro scienze. Le tecnologie studiate dai ricercatori dell’IIT hanno scenari applicativi multi-decennali, dove l’attività di ricerca è affiancata a quella di promozione dei propri risultati all’Industria come stimolo per ottimizzare alle proprie esigenze le più svariate scoperte scientifiche. Un silenzio carico di emozione ed ammirazione era palpabile nell’aria quando è stato trasmesso un video relativo al robot umanoide iCub sviluppato da IIT per il progetto europeo RobotCub, richiesto anche da altri laboratori nel mondo.

Insomma, in circa due ore è stato possibile capire quali enormi orizzonti si profilano in questa era dell’Industria 4.0. Nonostante, per ovvie ragioni di tempo, si sia trattato solo una piccolissima parte di quello che questo nuovo mondo tecnologico rappresenti, da parte mia è stato possibile capire che questa rivoluzione, quella del 21° secolo, ha una forte concezione sì tecnologica ma anche intellettuale. La visione futuristica, innovativa e sperimentale portano a sviluppare tecnologie avanzate le quali, esse stesse, permettono all’individuo di creare materia, di controllarla, di migliorare la propria vita, la condivisione delle proprie idee e del proprio lavoro, ottimizzare i processi fino a rivedere i modelli gestionali in uso fino ad ora. L’unico limite è la nostra visione del mondo.

Paolo M. Micheli @Paolo_Micheli

Annunci

Un commento Aggiungi il tuo

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...