Vigevano, quale destino?


Nel maggio 2014, ho pubblicato l’articolo Pavia Metropolitana nel quale, all’indomani della preannunciata abolizione delle Province e della formalizzazione delle Città Metropolitane, proponevo ipoteticamente che anche Pavia potesse diventare una “città metropolitana”, diventando fulcro, punto di riferimento per i Comuni limitrofi con lo scopo di accentrare, non in maniera egemonica, e condividere ad esempio alcuni servizi pubblici nell’intento di migliorarli nella qualità e nell’ottimizzazione dei costi.
Sono passati alcuni mesi (a dir il vero, più di un anno…) ed a livello nazionale di abolizione delle Province si è visto davvero ben poco, molto rumore per nulla (cit.), nella sostanza. Dalle nostre parti, nella nostra Provincia, il tema della Città metropolitana è tornato ad essere di attualità da quando l’Amministrazione di Vigevano ha espresso il volere di passare sotto l’autorità della Città Metropolitana di Milano (leggi qui e qui). L’intenzione è diventata virale, appena qualcuno ha fatto il primo passo esponendosi, anche altri Comuni lomellini hanno velatamente cavalcato la polemica.

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Mediamente, per raggiungere Vigevano il tempo di percorrenza sulle nostre strade è di circa 50 min.

Guardando la posizione geografica della città di Vigevano a ridosso del confine provinciale milanese, è successo (purtroppo) di frequente, da parte dei “forestieri”, di confondere la Provincia di apparenza della stessa città ducale. Ma tutto ciò si rivela una bella illusione perché la distanza aerea Pavia–Vigevano (28 Km) è circa uguale a quella Vigevano–Milano (30 Km). Se utilizziamo un qualunque sistema di navigazione e calcolo percorso, anche il tempo di percorrenza sulle nostre strade è pressoché simile (circa 50 min, assurdo per la distanza interessata, e questo rientra nel tema dell’autostrada Broni–Mortara che abbiamo più volte trattato ed è anch’ess strettamente connesso con il tema di questo articolo).

la distanza aerea Pavia–Vigevano (28 Km) è di poco inferiore rispetto a quella Vigevano–Milano (30 Km).

Ma perché reclamare il passaggio sotto l’autorità della città metropolitana di Milano? La stampa locale raccogliendo i pareri dei cittadini ducali mette in evidenza la richiesta di maggior considerazione (“Vigevano va con Milano? Meglio, conteremo di più” – La Provincia Pavese) sempre più diffusa e condivisa tra i locali (“I commercianti: «Meglio Milano» Sondaggio sulla Città metropolitana, l’80% è favorevole a lasciare Pavia” – La Provincia Pavese). Personalmente, non riesco ad immaginare la Provincia di Pavia senza la città di Vigevano. Mi domando quale possa essere il vantaggio dell’area metropolitana milanese, peraltro già congestionata e caratterizzata da un ambiente particolare e troppo diverso da quello, sì provinciale e agricolo ma non per questo meno apprezzato, di Vigevano e del suo hinterland. Saprà Milano metropolitana valorizzare ed assimilare nel suo contesto la nostra città ducale? Personalmente, considero la proposta del Comune vigevanese un mero capriccio politico, una provocazione facile e confusa da una facile infatuazione per la nuova “moda politica” delle città metropolitane.
Ho seguito nel corso di queste ultime settimane, l’evolversi della situazione e del confronto. Ed il mio ragionamento converge verso l’appuntamento del prossimo Mercoledì 2 dicembre che si terrà presso il Teatro Cagnoni di Vigevano, intitolato “Progettare la città ideale – Vigevano nel sistema metropolitano milanese” che avrà come oggetto la presentazione dello studio di fattibilità realizzato con la Fondazione Romagnosi e con le Università Bicocca e Cattolica di Milano. Ma soprattutto, condivido le riflessioni contenute nel “Testo dell’audizione del Presidente di Confindustria Pavia, dott. Alberto Cazzani, presso la II Commissione Affari Istituzionali, Regione Lombardia” che ho trovato allegato alla locandina dell’evento.

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L’evento è organizzato da Confindustria Pavia

Nel testo, in particolare, sono confermate le mie “laiche” impressione sulla gestione e sulle giustificazioni che il Comune di Vigevano ha adoperato nel sostenere questa proposta. A conferma del “capriccio” politico, non si hanno evidenze di una pressione delle forze produttive e socio-economiche locali che hanno portato a considerare questa proposta; soprattutto non c’è ancora alcun parere della diretta interessata, la Città Metropolitana ospitante….
Manca un prospetto, un rapporto allo stato attuale che confermi una reale e fondata necessità a traslocare Autorità Provinciale, per quello che è il secondo Comune per popolazione della Provincia di Pavia.
Proseguendo nella lettura dell’audizione, risulta lampante nei concetti espressi, la debolezza dell’istanza vigevanese. Rimane un punto fermo quello che identifica il Comune di Vigevano rappresentativo di un contesto economico e produttivo comunque importante, con una tradizione manifatturiera consolidata, tuttavia in evoluzione, che comporta un certo peso attrattivo. Ovviamente, per varie ragione geografiche, esistono forti relazioni con il territorio di Milano, ma non di meno con il proprio territorio di competenza: la Lomellina. Un contesto territoriale pressoché completo, di industria, di agricoltura ma anche di patrimonio culturale. Anche se da sviluppare continuamente.

Manca un rapporto che confermi la fondata necessità a passare sotto l’autorità della Città Metropolitana di Milano.

Tuttavia, questo “incidente diplomatico” tra Vigevano e la Provincia di Pavia potrebbe rivelarsi (e deve esserlo, in effetti) un’ottima occasione per tralasciare le polemiche e, senza disperdere forze politiche ed energie intellettuali, recuperare eventuali i ritardi, le inefficienze e vecchie abitudini, per intraprendere un lavoro di rilancio a 360° della Lomellina (e quindi della città di Vigevano) con una relazione più sinergica con la Provincia pavese. Dovrebbe essere chiaramente comprensibile a tutte le forze in gioco (quindi politiche, sociali, industriali ed amministrative) che è necessario e doveroso lavorare concretamente verso questo obiettivo con nuovi investimenti, nuove infrastrutture, ma soprattutto con una nuova mentalità sociale e di lavoro.
Forse la politica non ha quei meccanismi, quelle dinamiche opportune per un cambiamento repentino. Ma la gente, la forza produttiva, i rappresentanti del manifatturiero e dell’industria possono essere i catalizzatori di questo processo. Stiamo osservando da troppo tempo, oramai, quel tipico carattere chiuso, geloso, riservato ed invidioso che ha portato ad un isolamento reciproco dei tre territori della nostra Provincia. Perché? Che cosa di prezioso hanno da proteggere? Quale vantaggio vogliono mantenere? Tutto sembra abbastanza subdolo quando poi, alla luce dei fatti e dei numeri, troviamo una Provincia di Pavia con tante potenzialità inespresse. Ma soprattutto, tornado al tema ed al contesto territoriale di questo articolo, si parte da una città di Vigevano ed un territorio come la Lomellina, fantasmi di se stessi,, proprio come aveva già anticipato Andrea Sartori in un articolo su queste pagine del blog.

Basta soffrire, basta trovare alibi e scappatoie. Basta con il gioco politico. La soluzione non è scappare ma affrontare e risolvere i problemi. Incominciando a non perdere Vigevano.

Paolo M. Micheli @Paolo_Micheli

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