Etichettiamo l’Italia? Speriamo che nessun straniero lo faccia!!!


Qualche tempo fa il buon amico Matthew Drago ha pubblicato un intervento sulla nuova normativa sull’etichettatura, entrata in vigore, secondo lui (per colpa dei media) a dicembre 2014.

Riassumendo: con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento, sparisce sull’etichetta l’obbligo (non la facoltà) di inserire lo stabilimento di produzione. Apriti cielo! Ora come faremo a sapere chi ha prodotto un determinato alimento??

Lo stabilimento di produzione indica unicamente dove è stato prodotto l’alimento, non chi è il responsabile!!!

Esempio: una grande catena di supermercati produce biscotti col proprio marchio e fino ad oggi doveva indicare “prodotto nello stabilimento di HH, sito in via….” Comunque non veniva indicato da chi, ma solo che la catena XX aveva prodotto quei biscotti nello stabilimento situato nell’indirizzo Y. Il responsabile legale è sempre XX. Lo stesso avviene ora, per legge il responsabile deve sempre essere indicato sull’etichetta, non si possono vendere prodotti senza indicare nulla, al massimo ci sarà scritto prodotto da XX. Se sto male a me non interessa dove, comunico all’ASL che sto male e dal numero di lotto si risale dove è stato prodotto.  Tanto non vado io personalmente nello stabilimento, ma ci andranno le autorità competenti.

Se c’è un problema di origine dei prodotti si va a risolvere altrove! Sulle denominazioni o altro, ma non andiamo oltre ed affrontiamo il problema sotto un’altra ottica.

Mettiamo il caso che chi pensa questo abbia ragione, non è una cosa improponibile e sicuramente un’informazione in più è meglio di una in meno.

“Io non c’ero e se c’ero dormivo!” Questo è un motto che si sposa molto bene in questo caso.

Il decreto è stato emanato il 25 ottobre 2011 ed è entrato in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Europea, avvenuta il 21/11/2011, quindi ad occhio e croce il 10/12/2011, giorno più giorno meno.

Si applica dal 13/12/2014 è vero, ma mi sembra che tre anni (e tre giorni) potevano essere abbastanza per fare obiezioni e richiedere modifiche.

etichetta2

Tutte le date indicate sopra erano ben specificate direttamente sul Regolamento, senza demandare a decreti successivi, interpretazioni varie, ecc.

In termini pratici cosa vuol dire? Vuol dire che da dicembre 2011 fino a dicembre 2014 le aziende avevano il tempo di aggiornare le loro etichette e cambiarle, basta che dal 13/12/2014 tutto quello che usciva dallo stabilimento fosse conforme alle nuove regole.

Normalmente gli europei, gente strana, ha questa abitudine: ti do tanto tempo per adeguarti e se vuoi magari puoi anche farci fare delle modifiche, ma una volta che si parte, si parte e basta. Non sono come noi: ok, dai ti faccio una proroga, poi magari un’altra, poi magari un’altra ancora e alla fine non ti metto nemmeno la sanzione.

Ci vorrebbe magari che per una botta di fortuna durante questi tre anni che so, ci fosse il famoso semestre europeo di governo italiano, allora sì che potremmo mettere mano anche a questo. Ehm…in effetti mi sembra sia capitato ma non hanno fatto nulla.

Si sente gente che ha buttato via centinaia di migliaia di etichette che da un giorno all’altro non andavano più bene! Tre anni si definisce come “da un giorno all’altro”????

Ora qualcuno usa a scopi politici la richiesta di modifica di un regolamento CEE come dire: è stata una cosa che ci è capitata tra capo e collo improvvisamente, aiutateci, vedete che noi ci stiamo provando a fare qualcosa?

Quelli del sito citato lo sanno da un pezzo e ci hanno lavorato da subito, ma tutti gli altri, governo compreso, ci stanno marciando solo ora. Perché?

Vogliamo ridere ancora un po’?

La legge ufficiale sull’etichettatura prima di questo Regolamento, in Italia è la 109 del 1992 (con modifiche più o meno sostanziali nel corso degli anni). Ora il MISE ha pubblicato una nota di ben 13 pagine per andare ad eviscerare ogni articolo di questa legge per vedere quale verrà cancellato e quale invece resterà in vigore!!

Vi rendete conto di che confusione si creerà per i produttori, i consumatori e per chi deve controllare?

Pensate che la nuova versione della normativa europea dell’HACCP (facendola semplice l’insieme delle norme di buona prassi igienica per tutte le produzioni alimentari, dalle industrie ai bar sotto casa) è entrata in vigore il primo gennaio del 2006 da un regolamento CEE del 2004 (solo poco più di un anno, stavolta avevano fretta) e l’Italia ha adeguato la sua, eliminando le sovrapposizioni e le incongruenze, solo a novembre del 2007.

Poi noi vogliamo disquisire di codici e bolli CEE?

Buona etichetta a tutti

Rocco Falotico

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