Socialismo reale a Voghera


Commentiamo con qualche giorno di ritardo questa notizia: il Comune di Voghera, nella persona dell’Assessore preposto Alida Battistella cambia la politica di organizzazione degli eventi a carattere commerciale in modo che non danneggino il commercio locale.
Per spiegare la notizia dobbiamo integrare alcune informazioni ai nostri lettori: gli eventi in oggetto sono i mercatini periodici organizzati nei sabati vogheresi, mercatini con trade-mark noti (quali il “mercatino del Forte”) ovvero quelli di prodotti tipici regionali itineranti ed i mercatini dell’antiquariato.
Questo geniale intervento parte dal presupposto che il modo migliore di tutelare il commercio (e i commercianti) vogheresi sia quello di proibire ogni forma di concorrenza sul mercato comunale.
Avendo qualche esperienza di vendita, ricordiamo che la vendita è pura statistica: un negozio effettua una vendita ogni 10 ingressi di potenziali clienti, se in un giorno entrano 100 clienti avrà 10 vendite. Il problema del commerciante è: come far entrare più persone possibili nel suo negozio?
Immagine tratta da www.vogheraseitu.it
Immagine tratta da http://www.vogheraseitu.it
Al di là della politica commerciale di ogni singolo negozio, il Comune può supportare la vendita organizzando eventi sul territorio per attirare visitatori da altre località; si presume che una volta a Voghera qualcosa possano comprare…. Quindi il supporto del Comune non può che manifestarsi nel creare occasioni di turismo in Voghera. Più gente viene più questi girano per la città e i negozi hanno possibilità di vendita.
Mentre il Comune cosa fa? Rinuncia ad eventi consolidati che hanno il proprio brand e hanno il proprio pubblico “fedele” a favore di nuove iniziative di cui non se ne conoscono i ritorni economici e di pubblico ma che tutelano (si spera) il commercio locale.
Il commercio come ogni attività imprenditoriale si vivifica nella concorrenza. Solo quando l’imprenditore (o come sostengono alcuni testi classici italiani l’intraprenditore) si confronta con i concorrenti aguzza l’ingegno e trova il modo per caratterizzare la propria offerta ed il proprio brand.

Questo intervento pertanto è frutto solo di impreparazione e populismo.

Impreparazione perché ignora le regole elementari del commercio; populismo perché parla alla pancia di un settore che sicuramente è provato ma non può essere protetto. Lo proteggi, invece, solo se lo lasci lottare fino in fondo senza lacci e vincoli.
Bisognerebbe riflettere su orari di apertura costo delle imposte comunali (vari balzelli a seconda delle categorie commerciali) e politica turistica, non di protezionismo.
Ci rivolgiamo all’Assessore Battistella, ci permettiamo di segnalarle (certi che le abbia già pensate) le prossime mosse:
A) elenco od albo pubblico da cui estrapolare i negozi in cui i vogheresi DEVONO fare acquisti;
B) sviluppo della tessera annonaria per controllare che lo facciano.
Ossequi.
La redazione di Noise from Pavia
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