Un nuova Start Up


Alzi la mano chi non ha mai sentito pronunciare il termine Start up. Viviamo circondati da un mare di elettronica, innovazione, applicazioni di smartphone e tablet che regolano e condizionano la nostra vita. Tutte nascono da un’idea innovativa, intelligente e smart.

Start Up è ormai un termine comune e sdoganato dall’ambito prettamente tecnico. E come tutte le “novità” e le mode, rischia di diventare una sorta di bolla. Rischia, come tutte le cose buone, di diventare da realtà a miraggio, da concetto di élite e di professionalità ad un termine svuotato e precario.

Ed è così che il senso comune associa all’idea innovativa, all’intuizione trasformata in impresa, una facile via per combattere anche la crisi, reinventarsi una vita (anche professionale), una via facile per avere successo e soddisfazioni (economiche).

Non stiamo parlando di tecnologia. Niente computer, smartphone o tablet. È un parallelismo tra quello che succede nel campo neoimprenditoriale e tecnologico ed il campo politico.

La mia riflessione nasce osservando la frammentazione e la dispersione dei gruppi politici in Italia, in particolar modo per quanto riguarda l’area liberale. Ho vissuto l’esperienza di Fermare il Declino, poi Fare. Una breve esperienza fino al naufragio elettorale che ha coinciso con la naturale morte politica del movimento. In quel periodo, a fianco dell’entusiasmo ed il miraggio di cambiare l’Italia attraverso una rivoluzione liberale e meritocratica, ho visto purtroppo quanto di peggio possa rappresentare il campanilismo politico all’interno della stessa area politica.

Perché siamo tutti liberali ma in misura diversa. O almeno in apparenza. Invece di focalizzare e riunire le forze verso un unico ideale, specialmente in Italia, vige la regola della frammentazione. Ognuno vuole il proprio progetto politico, il proprio giocattolo, la propria spilletta da applicare alla giacca. Perché si è tutti concordi sui principi base e fondamentali, ma ci si differenzia (con conseguente creazione di una corrente di pensiero) sull’applicazione e l’attuazione. Liberali sì!, però…

Meglio creare un think tank. Fa molto anglosassone. Poi l’incubatore di idee rimane lettera morta. Solo teoria, qualche seminario, un tour in Italia, qualche articolo sui giornali, nessuna pratica. Nessuna realtà. Discorsi da “salotto buono”. Tutto questo fino al prossimo “nuovo” progetto politico, con nuovi (ma anche e soprattutto) vecchi volti pronti, con la faccia seria e determinata, a combattere per il merito, il liberismo e l’Italia.

Lo stesso avviene anche per tutti gli schieramenti. Indifferentemente. Il disorientamento dell’opinione pubblica cresce fino a portarla a disinteressarsi della Politica.

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La mia destra liberale non esiste più. Se non altro unitaria. Almeno per il momento. Esistono, appunto, varie facce della stessa medaglia. Se il sottobosco liberale è così variegato, la rappresentanza della destra nazionale parlamentare è analogamente arroccata su differenti posizioni, senza reali fondamenti ideologici. Qual’è, ad esempio, la differenza tra NCD e FI? Obiettivamente, sappiamo tutti che sono solo noie personali a discapito dell’interesse dell’Italia e del proprio elettorato.

Quindi, che fare?

Creiamo una Start Up Politica. Mettiamo in pratica quell’idea innovativa che è riunire destra, centrodestra e area liberale. Non c’è ironia in tutto questo, perché se in Italia non ci abbiamo mai pensato in tutti questi anni, significa che è proprio un’innovazione concettuale e culturale quella di creare un vero ed unico polo liberare. Un nome ed un corpo solo. Creiamo una Start Up della destra liberale. Facciamo partire questo progetto, investiamo nel futuro e nell’idea di una rappresentanza liberale.  Innovazione, creatività, passione, lavoro, professionalità, organizzazione, multicanalità (di idee e di pensieri, non solo tecnologici). Creiamo una nuova realtà unita, coesa e motivata partendo da quelle persone che hanno capacità, voglia ed entusiasmo proprio come quegli individui che scommettono sulla propria professionalità ed idea in una Start Up.

Bisogna unire tutte le anime, le sfumature della stessa idea. Ognuno ha un proprio ruolo, ognuna ha una vocazione che è complementare non contrapposta. E così anche la nostra Start Up Politica ha le diverse anime portatrici dei propri ideali e cultura, fondanti insieme alle altre in un unico processo creativo.

Mi piace il parallelismo Start Up politica con quello tecnologico, scelto proprio per avvalorare il concetto di cambiamento, innovazione, novità, progresso ideologico.

La sfida è aperta.

Paolo Maria Micheli

 

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