Come riaprire il Teatro Sociale di Voghera


In questi giorni estivi un venticello di novità ha animato la vita vogherese: la raccolta di firme per riaprire il Teatro Sociale.
Fabio Albertocchi e Giorgio Macellari in 48 ore hanno raccolto 1300 firme (tra cui la mia) di vogheresi desiderosi di riavere il proprio teatro. Il teatro venne chiuso nel 1986 e da allora tutte le Amministrazioni che si sono succedute hanno cercato di sistemare il Teatro (che è stato restaurato ma gli interventi non sono ultimati).
Carlo Barbieri (Sindaco) ha dichiarato alla Provincia Pavese:
1) che l’annosa questione con i palchettisti (i palchi del teatro sono anche di proprietà privata) è in dirittura d’arrivo;
2) che ogni energia è volta a risolvere le questioni catastali;
3) che per riaprire il teatro servono 5 mln di euro e il Comune non li ha;
4) il Comune cerca Privati con cui condividere le spese e a cui affidare l’eventuale gestione.
Come fare?
Grazie a Fabio, Giorgio e Carlo avrei elaborato una possibile soluzione.
Il teatro “La Scala” di Milano è gestito da una Fondazione.
Compito della fondazione é:
A) gestire la stagione teatrale per mezzo del direttore artistico;
B) fare “fund raising” per mantenere il teatro ai vertici mondiali.
Ricordo che in quella Fondazione siede il Gotha dell’imprenditoria e dei professionisti milanesi.
Perché non lo facciamo anche noi?
Abbiamo un Comune che ha manifestato negli anni la volontà di riavere il teatro e i vogheresi che lo richiedono a gran voce.
Se il Comune costituisse una Fondazione del Teatro Sociale si potrebbe dar vita ad un veicolo giuridico (e non a una Società di scopo) che:
1) consentirebbe al Comune di non perdere ne la proprietà del teatro, delegando il crowd founding  (il finanziamento collettivo di iniziative sociali, culturali o sportive) prima e la  gestione del teatro poi alla fondazione di cui avrebbe potere di indirizzo attraverso le nomine del comitato esecutivo ma non correndo il rischio imprenditoriale delle stagioni teatrali o liriche;
2) consente a tutti i vogheresi di partecipare con sottoscrizioni, donazioni e quant’altro al finanziamento della riapertura con un veicolo trasparente e i cui conti sono trasparenti e verificabili. Immaginate: se ognuno di noi 1300 firmatari donasse 100€ il patrimonio di partenza della fondazione sarebbe di 130.000€! ;
3) darebbe una struttura funzionale snella ed efficiente ad ogni Privato che volesse sfruttare la recente legge Franceschini per i finanziamenti culturali. Una società che volesse sponsorizzare una stagione dovrebbe concordare con un organismo di diritto Privato e non “Pubblico” il contratto e relativi oneri. Sponsor particolarmente munifici potrebbe avere molti membri del comitato esecutivo per controllare le modalità di investimento dei loro contributi.
Nel comitato esecutivo della fondazione dovremmo coinvolgere professionisti e imprenditori vogheresi, le associazioni di categoria, le associazioni culturali più note.
La proposta sarebbe valida anche se rimanessero i palchettisti: chiaramente anche loro sarebbero chiamati a partecipare alla vita della fondazione e e del teatro. Probabilmente sarebbe l’unica soluzione in caso di fallimento della trattativa di acquisizione.
Avrei qualche idea anche per partire subito con iniziative di crowdfunding.
Claudio Nonna
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