Liberal riflessione sulla Scienza


“Viviamo in un epoca in cui il sapere scientifico fatica a far valere la propria autorevolezza. Non di rado nei media e in altre sedi l’opinione della scienza viene presentata come “una tra le tante”. Non si tiene conto di come il metodo scientifico, che impone a ogni esperimento il fondamentale requisito della riproducibilità, renda ogni affermazione verificabile, e pertanto consenta di svelare e correggere gli errori, rendendo il consenso scientifico molto più solido di una semplice opinione.

Va detto però che non sempre le ricerche, in particolare quelle che fanno scalpore e arrivano fino al grande pubblico, applicano il metodo scientifico in modo corretto. Tanto che sembra rendersi necessario un maggiore controllo sull’effettiva riproducibilità di tanti esperimenti diffusi con tanto clamore.”

Marco Passarello – Giornalista, specializzato in scienza, fantascienza, tecnologia – 28 Febbraio, 2014

– See more at: http://nova.ilsole24ore.com/esperienze/falsificabilita-identificabile#sthash.VdtXZ1Cz.dpuf

Per chi come me ha studiato Scienza (sono Chimico), la prima parte del testo estratto dall’articolo di Marco Passarello, è una sorta di mantra, una regola ferrea che è insegnata in varie forme e spiegazioni agli studenti delle facoltà scientifiche. La scienza ha un codice di autoregolamentazione molto valido: il metodo scientifico.

Leggendo la seconda parte del testo, non posso che ricordare l’Associazione Italia Unita per la Scienza ed il gruppo ProTest Italia con le loro manifestazioni in difesa di una corretta ed efficace divulgazione scientifica con il recente caso del metodo Stamina e la comunicazione da parte della trasmissione Le Iene.

La sostenibilità del metodo scientifico impone un sistema di condivisione e confronto continuo ed efficace dei risultati. Se qualcosa non torna, tutto si rimette in gioco fino a trovare una spiegazione, una causa, una teoria, una fondamento che giustifica e descrive l’osservazione in tutto il suo insieme.

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Nasce così una insolita e sana competizione. Non per prevalere l’uno sull’altro, ma accomunata  da un obiettivo condiviso e unitario: trovare le chiavi che aprono il meccanismo della Natura, confutare le perplessità e confermare le proprie teorie ed osservazioni. Solo il gruppo migliore, quello che troverà la teoria e la spiegazione migliore, quelli che avranno le competenze e le risorse necessarie per indagare e sviscerare le osservazioni ed i risultati, sarà riconosciuto e preso come modello, punto di riferimento. Chi merita avrà onori e oneri…

Il continuo confrontarsi, mettersi in gioco, conquistare l’obiettivo successivo e migliorarsi, definiscono l’ambito scientifico, in teoria, del tutto meritocratico. Solo chi supera positivamente il confronto del “mercato” (convalida e ripetizione dei risultati) ha diritto di prevalere fino a quando qualcun altro, con altre capacità, con maggior efficienza e resa, riesce a produrre lo stesso dato od uno migliore. La competizione e la concorrenza tra gruppi di lavoro e di ricerca porta a migliorare ed alzare il livello del confronto.

Per la Scienza non c’è spazio per il compromesso. Non c’è democrazia ma meritocrazia.

 

Paolo Maria Micheli

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