Domestical’s accounting e il mistero della contabilità pubblica


Ovvero perché se dal 2000 continuano a tagliare la spesa pubblica essa è aumentata del 50%

 

Cari amici di Noise,

Avendo la fortuna di avere il marito in trasferta all’estero (non fate gli spiritosi, non è in Libano) ho avuto un po’ di tempo per rileggere il DEF licenziato da Matteo Renzi. Non riuscendo a prendere sonno ho ripreso i saldi di contabilità pubblica dal 2000:

ANNO

TOTALE ENTRATE PUBBLICHE TOTALE SPESEPUBBLICHE TOTALE SPESECORRENTI
   2000              536 mld €              536 mld €              485 mld €
2012 764 mld € 805 mld €

759 mld €

Riassunto:

a)      il 2000 è stato l’ultimo anno in pareggio;

b)      da allora la spesa pubblica è aumentata del 50% (vi risparmio i decimali);

c)      per “pareggiarla” abbiamo aumentato le entrate (per chi non lo avesse capito: LE TASSE!) in maniera speculare (i 39 mld € di differenza sono il passivo dell’INPS 2012 ripianato dallo stato con debito pubblico, vedi miei ultimi articoli);

d)     in 12 anni abbiamo aumentato solo la spesa corrente mantenendo invariati gli investimenti.

immagine tratta da www.libertiamo.it
immagine tratta da http://www.libertiamo.it

Ora amiche e amici di Noise, dopo aver messo a nanna i bambini, mi sorge spontanea una domanda:

COME MINCHIA HANNO FATTO?

Scusate la volgarità, capisco che una signora non dovrebbe trascendere al turpiloquio ma dal 2000 abbiamo in continuazione sentito parlare di manovre volte a “tagliare” la spesa pubblica, e da allora è aumentata del 50% ( il primo che dice che c’è la crisi va in Libano: dal 2002 al 2008 l’economia mondiale è cresciuta e la nostra spesa pubblica pure!).

La risposta è TENDENZIALE.

Si avete letto bene tendenziale. Ovvero i tagli sono fatti sulla spesa tendenziale non su quella effettiva. La ragioneria generale dello Stato stima la crescita dei prossimi anni della spesa pubblica come “proiezione” delle crescite passate ( da cui quella tendenziale ) e quella taglia!

Quindi negli ultimi anni la spesa pubblica è cresciuta del 4,16% all’anno (50% diviso 12 anni che sono comunque 22 mld € all’anno)..

Tagliare la crescita tendenziale della spesa pubblica significa dire: continuate a spendere gli stessi soldi dell’anno prima, poi non vi lasciamo aumentare le spese della stessa percentuale ma di “qualcosina” in meno… Non spendete 22 mld € pubblici funzionari ma solo 17 (5 mld € di risparmio… detto anche “fiscal compact”…).

Le conclusioni le tiro quando mi sono calmata. Tendenzialmente nel 2060.

 

A presto

La Casalinga di Voghera

 

Si ringrazia il “Centro Studi Economia Reale” diretto dal Prof. M. Baldassari, dal cui libro “Uscire dalla crisi riprendere la Crescita. Come? Quando?” da cui ho tratto i dati e l’ispirazione.

Ribadisco che ogni eventuale errore è da ascrivere solamente a Noise FromPavia… io faccio la Casalinga!

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Mauro Vanetti ha detto:

    Cara Casalinga,
    quasi tutti i tuoi conti sono sbagliati. Sembra ti manchino proprio le basi dell’economia!
    Come sanno le vere casalinghe, esiste una cosa chiamata inflazione. Esempio: i cavoli costano di più adesso che nel 2000. Capisco che il vero autore di questi post non vada mai a fare la spesa e quindi queste cose non le sappia, ma mica gliel’ha detto il dottore di scrivere qua sopra e fare figure barbine.
    Quanto inflazione si è accumulata dal 2000 al 2012? Se prendiamo come data di riferimento il 31 dicembre, circa il 34%. E parliamo dell’inflazione ufficiale, che è più bassa di quella “vera” misurata dalle casalinghe. Questo significa che la spesa pubblica reale non è cresciuta del 50% come quella nominale, ma “soltanto” del 12%. Le entrate reali (che non sono solo le tasse, ma sorvoliamo) sono cresciute non del 43% ma del 6%.
    Le cifre cominciano già a sembrare meno impressionanti e meno adatte alle scenate isteriche dei liberisti, vero?
    Dal 2000 al 2012, del resto, l’economia italiana è cresciuta così come è cresciuta la popolazione. Gli abitanti dell’Italia sono cresciuti di circa il 5%, quindi la spesa pubblica procapite reale non è cresciuta del 50% né del 12% ma del 7%, quindi poco più di mezzo punto percentuale all’anno.
    Si vada a vedere come è distribuita questa spesa, quanta finisce in sovvenzioni a voraci grandi aziende, in spese militari inutili, in grandi opere parassitarie, quanta non riesce a tenere testa alla crescita del numero di anziani e all’impossibilità per i giovani precari di mantenerli, quanta infine viene buttata nelle fauci dei grandi creditori del nostro debito pubblico (banche e altre istituzioni finanziarie). Si capirà perché questo andamento della spesa pubblica è percepito dalla grande maggioranza della popolazione come tagli di fatto allo Stato sociale e perché fare del terrorismo psicologico contro i pensionati privilegiati significhi vivere in un mondo parallelo molto lontano da quello in cui vivono le vere casalinghe di Voghera.
    Queste ultime, se passasse una proposta di tagli selvaggi come quella periodicamente avanzata su questo blog, imbraccerebbero il proverbiale mattarello e, in tal caso, si salvi chi può.

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