La grande bellezza di Pavia: cosa manca all’analisi di Pallaroni


Abbiamo letto l’analisi di Stefano Pallaroni sul suo blog dal titolo “La grande bruttezza” e non ci troviamo del tutto d’accordo. Usando un termine stile Trapattoni diremmo che “siamo d’accordo a metà con il giornalista della Provincia Pavese”, da cui si può trarre che “siamo in dissenso per metà sulle sue considerazioni”.  Siamo in disaccordo (o solo in parziale accordo) perché alla sua analisi mancano molti punti, molti omissis. Noi ne evidenziamo almeno 3. Anzi 3+1.

Parafrasando sul titolo del recente film di Sorrentino “La grande bellezza”, fresco vincitore degli Oscar, il giornalista intitola “La grande bruttezza” alludendo, a suo dire, ad una condizione generale di bruttezza in cui versa Pavia dal punto di vista della qualità della vita (“sporca”) e del senso civico (“cattiva”), da qui trae spunto per un’analisi dello status quo della politica pavese, che manca, sempre a suo dire, di un rinnovamento soprattutto a sinistra. Di un nuovo slancio propositivo e fattivo di una sinistra troppo ingessata in vecchi schemi e nominativi, capace solo di farsi del male da sola ed incapace di avviare e guidare il cambiamento. Testimonianza ne è stata il flop delle primarie cittadine del PD (con meno di 1.000 votanti). Su questo punto ci troviamo d’accordo con Pallaroni. Ma questa è solo la metà della sua analisi. Sul resto ci troviamo in disaccordo a causa di notevoli omissis o dimenticanze.

Il giornalista dimentica di citare ed analizzare le cose buone di Pavia fatte in queste anni. Se considerassimo queste cose buone forse il giudizio che il giornalista ne trae cambierebbe e “la grande bruttezza” rimarrebbe un giudizio confinato alla valutazione sulla sinistra pavese. Cambierebbe probabilmente il giudizio sulla amministrazione cittadina e non si farebbe, come è finito a fare il giornalista, “di tutta un’erba un fascio”. Tre gli omissis, più uno. Gli omissis delle cose buone sono i seguenti: 1) avvio e consolidamento del Polo Tecnologico. Perché è stato ignorato? Nell’analisi di Pallaroni è secondario? O forse non è stata capita la rilevanza del progetto del Polo Tecnologico di Pavia da un punto di vista economico e sociale? Il Polo Tecnologico rappresenta un magazzino di capitale finanziario e umano e volano straordinario per la crescita economica e sociale soprattutto per una città come Pavia che ha un passato ed un presente fortemente radicato sul ruolo della scienza e del sapere, con la qualità, tra l’altro, dell’interdisciplinarietà. Chi fa le analisi è andato prima a fare un giro per il Polo Tecnologico? Noi ci siamo stati ed abbiamo visto molti esempi di nuova imprenditorialità su temi molto affascinanti. Una imprenditorialità in grado di dare a lavoro a numerosi giovani ed attrarre capitali anche al di fuori di Pavia. Possiamo anche esimerci dal trattare con profondità il caso della fortunata Funambol, la società che ha sviluppato sistemi innovativi di personal cloud ed ha recentemente chiuso un maxi-accordo con Telefonica (si veda a tal proposito La Repubblica del 6/02/2014), altrimenti sembrerebbe la classica “mosca bianca”. Parliamo di altre start up. Parliamo ad esempio di Facility Live!, società che sta sviluppando un sistema innovativo di ricerca semantica con applicazioni corporate proprio dentro al Polo Tecnologico di Pavia. Questa società, pur essendo poco conosciuta, ha già dato lavoro a più di una decina di persone ed ha attratto investimenti di capitali privati per più di 6 milioni di euro (vero, non è un errore di battitura…).  In un momento di grande difficoltà economica non è certo male ed in più è un propulsore di sviluppo per il futuro!; 2) pulizia della città: spazzini e contributi per rimuovere le scritte sui muri. Nell’articolo si afferma che Pavia è sporca. Ma è colpa dell’incuria dei cittadini o della scarsa attenzione sul tema da parte dell’amministrazione? Cosa hanno fatto gli uni o cosa ha fatto l’altra? A nostra conoscenza l’amministrazione comunale è intervenuta con alcune soluzioni: la messa in servizio di spazzini che puliscono le strade e l’erogazione di contributi ai condomini che intendono rimuovere le scritte dei graffiti sui muri. Che altro doveva fare? Forse intervenire sulla cultura e sul senso civico dei cittadini…e veniamo per l’appunto al terzo punto 3) cultura. Pavia è una città di cultura. Su questo non ci piove, certo, ma non basta autoproclamarsi “città di cultura” per trarne i vantaggi. E’ necessario anche valorizzarla la cultura, attivandosi per attrarre sempre nuovi visitatori, rinvigorire e ricercare i tracciati del turismo internazionale. L’amministrazione comunale ha avviato ambiziosi progetti di mostre di forte richiamo per richiamare flussi turistici sul territorio che poi possono distribuirsi nella città creando un indotto sia sulle altre attrattive artistiche e culturali sia sulle attività cittadine, commerciali e di servizio. La mostra di Monet ha fatto registrare un’affluenza elevatissima, 75.000 visitatori per una città che ha 70.000 residenti, grazie ad una fortunata collaborazione tra pubblico e privato, dove il pubblico ha messo a disposizione la struttura e un piccolo contributo finanziario per la promozione dell’iniziativa mentre il privato ha fatto il grosso dell’investimento assumendosi il rischio d’impresa. Chiusa la mostra di Monet le sale del Castello Visconteo sono state subito occupate da un’altra mostra di richiamo, quella dell’impressionista Pissarro.

Come mai questi tre punti non sono stati toccati nell’analisi? Forse, sempre per metaforizzare sul fortunato film di Sorrentino, “La grande bellezza” era un titolo ironico e amaro perché la trama del film si traduce nella descrizione della decadenza dei costumi italiani e solo alla fine rilascia un barlume di speranza e di fiducia nel futuro. “La grande bruttezza” associata a Pavia nel titolo dell’articolo può essere quindi interpretato come un amaro resoconto dell’occasione persa  da parte della sinistra pavese di avviare un cambiamento che invece ora è tra le mani degli attuali amministratori che hanno iniziato il percorso verso un futuro migliore per la città (se non ancora convinti consigliamo di rileggere i tre punti omessi…).

Manca solo un ultimo punto omesso, per il tre+uno. Quale punto? Un articolo sulla Provincia Pavese degno dell’affluenza e della qualità della presentazione della lista civica a supporto di Cattaneo presentata Sabato 1 Marzo scorso in Santa Maria Gualtieri, anziché il piccolo trafiletto stentato e ingrigito riservato dal principale quotidiano della provincia all’evento.  Forse nel ciclostile era rimasta intrappolata l’altra metà del pezzo che purtroppo è poi fuoriuscito striminzito. D’altronde c’è pur sempre una metà con la quale possiamo essere in disaccordo.

La redazione di Noise from Pavia

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